Team poco coinvolto e motivato? Ecco come il manager può fare la differenza

Team poco coinvolto e motivato

Negli ultimi anni, le aziende hanno rivolto sempre più attenzione al benessere organizzativo, al benessere delle persone, consapevoli del suo impatto sulla produttività e sulla competitività. Secondo l’ultima edizione dello State of the Global Workplace Report di Gallup – riportato da Il Sole 24 Ore – solo un quarto dei lavoratori a livello globale si sente realmente coinvolto nelle proprie mansioni. Questo dato si traduce in un calo della motivazione aziendale e della produttività.

Dallo stesso rapporto emerge un dato significativo: le aziende che investono nello stato psicologico dei dipendenti registrano un aumento della produttività del 17%. Ciò dimostra che il welfare aziendale non è più solo un insieme di benefit, ma una leva strategica per la retention dei talenti. Ne parlavamo anche in un precedente articolo in cui si parla del benessere regolamentato per lo smart working.

Il ruolo del manager nel coinvolgimento del team a favore della motivazione aziendale

Un elemento chiave nel favorire la motivazione dei dipendenti è il manager, che agisce da facilitatore del coinvolgimento e punto di riferimento per il team e per la motivazione aziendale. Una leadership empatica e consapevole può trasformare il clima aziendale, aumentando l’engagement dei collaboratori e migliorando il rendimento dell’intero gruppo.

Come sviluppare una leadership efficace?

People SpA offre percorsi formativi esperienziali rivolti in particolare al middle management, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del proprio ruolo e sviluppare competenze manageriali avanzate.

Sebbene doti come la leadership e l’empatia possano essere innate in alcune persone, un buon programma di coaching manageriale aiuta a potenziare queste qualità a creare motivazione aziendale, trasformandole in strumenti concreti per guidare il team con successo.

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Smart working e Sicurezza: Nuovi Obblighi Normativi per i Datori di Lavoro

Negli ultimi anni, lo smart working si è affermato come una modalità di lavoro sempre più diffusa. Tuttavia, con il recente aggiornamento del D.Lgs. 81/2008, sono stati introdotti nuovi obblighi per i datori di lavoro per garantire la sicurezza e la tutela dei dipendenti che operano in modalità agile. Scopriamo insieme cosa prevede la normativa e quali misure adottare per la conformità.

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📌 Consulenza su Smart Working e Sicurezza

Gli esperti di People S.p.A. offrono supporto personalizzato per aziende che desiderano adeguarsi alle nuove normative sul lavoro agile.

  • Check-up normativo: Verifica della conformità aziendale rispetto al D.Lgs. 81/2008 e alle nuove disposizioni.

  • Redazione dell’informativa obbligatoria: Supporto nella stesura del documento sui rischi specifici per i lavoratori in smart working.

  • Formazione per aziende e dipendenti: Corsi su ergonomia, gestione dello stress e sicurezza nel lavoro da remoto.

  • Piani di welfare aziendale: Soluzioni per migliorare il benessere e la produttività dei lavoratori in modalità agile.

  • Strumenti di monitoraggio: Consulenza su software e strategie per ottimizzare il controllo delle attività da remoto senza compromettere la privacy.

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Nuovo Obbligo Informativo per i Datori di Lavoro

A partire dal 14 gennaio 2025, i datori di lavoro dovranno fornire ai lavoratori in smart working e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) un’informativa scritta dettagliata sui rischi generali e specifici connessi al lavoro agile. Questa informativa dovrà includere:

L’individuazione dei rischi associati all’attività svolta da remoto.

Le misure di prevenzione da adottare per ridurre tali rischi.

Sanzioni in caso di mancata conformità

Il mancato rispetto di questo obbligo può comportare gravi conseguenze per le aziende, tra cui:

Arresto da 2 a 4 mesi per il datore di lavoro.

Ammenda da 1.200 a 5.200 euro.

Principali Rischi del Lavoro Agile e Come Mitigarli

Lo smart working offre numerosi vantaggi, ma comporta anche alcuni rischi che devono essere adeguatamente gestiti per garantire il benessere dei lavoratori. Ecco i principali:

1. Rischi ergonomici e posturali

Una postazione di lavoro non adeguata può provocare dolori muscoloscheletrici. Per prevenirli:

✅ Utilizza una sedia ergonomica con supporto lombare.

✅ Mantieni il monitor all’altezza degli occhi.

✅ Effettua pause attive ogni ora per ridurre la tensione muscolare.

2. Affaticamento visivo

L’uso prolungato del computer può causare affaticamento oculare. Ecco alcuni consigli utili:

✅ Segui la regola 20-20-20 (ogni 20 minuti, guarda un oggetto a 20 metri di distanza per 20 secondi).

✅ Evita riflessi sullo schermo e lavora in ambienti ben illuminati.

3. Stress e isolamento

Il lavoro da remoto può aumentare lo stress e ridurre il senso di appartenenza al team. Per contrastare questi problemi:

✅ Definisci orari di lavoro chiari.

✅ Mantieni un equilibrio tra vita lavorativa e privata.

✅ Partecipa regolarmente a riunioni virtuali per rimanere connesso con il team.

4. Distrazioni e sicurezza domestica

Lavorare da casa comporta un maggiore rischio di distrazioni e incidenti domestici. Per prevenirli:

✅ Organizza una zona di lavoro separata e ordinata.

✅ Evita cavi scoperti e tappeti scivolosi.

✅ Mantieni condizioni ambientali ottimali, come una buona illuminazione e ventilazione.

5. Emergenze e primo soccorso

Essere lontano dall’ufficio può rendere più complessa la gestione delle emergenze. Ecco alcune precauzioni:

✅ Tieni a portata di mano i numeri di emergenza.

✅ Evita di lavorare in ambienti pericolosi.

✅ Acquisisci nozioni base di primo soccorso.

Obblighi del Datore di Lavoro

Per garantire la sicurezza del lavoratore in smart working, il datore di lavoro deve:

📌 Fornire un’informativa scritta sulla valutazione dei rischi.

📌 Offrire formazione specifica su ergonomia e gestione del lavoro agile.

📌 Fornire strumenti di supporto, come contributi per attrezzature ergonomiche.

Obblighi del Lavoratore

Anche il lavoratore ha delle responsabilità per la propria sicurezza, tra cui:

✔ Organizzare una postazione di lavoro adeguata.

✔ Seguire le misure di prevenzione indicate dal datore di lavoro.

✔ Segnalare eventuali problematiche al RLS o al datore di lavoro.

Il recente aggiornamento normativo sullo smart working pone maggiore attenzione sulla sicurezza e la salute dei lavoratori da remoto. Per evitare sanzioni e garantire un ambiente di lavoro sicuro ed efficiente, è fondamentale che i datori di lavoro si adeguino alle nuove disposizioni e che i lavoratori adottino le giuste precauzioni.

Per rimanere aggiornato su tutte le normative in materia di smart working, continua a seguirci!

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I trend emergenti della formazione aziendale

trend formazione aziendale 2025

Trend formazione aziendale 2025: le nuove sfide per le aziende

La formazione aziendale è in continua evoluzione, influenzata dall’innovazione tecnologica e dalle esigenze dei lavoratori. Per il 2025, secondo la piattaforma internazionale GoodHabitz, emergono nuove tendenze che ridefiniranno il modo in cui le aziende investono nelle competenze del proprio personale. Dall’intelligenza artificiale alla leadership empatica, dal benessere organizzativo alla personalizzazione dei percorsi formativi, questi trend rappresentano un’opportunità strategica per migliorare le performance aziendali e la retention dei talenti. Scopri quali sono i trend della formazione aziendale 2025 e come possono fare la differenza per il tuo team.

Intelligenza artificiale e competenze umane: una sinergia essenziale

L’Intelligenza Artificiale continua a influenzare le dinamiche lavorative ma la maggior parte dei lavoratori non si sente preparata ad utilizzarla. Questo divario sottolinea l’importanza di investire nella formazione sull’IA affiancata allo sviluppo delle competenze personali, le soft skills.

Change management: affrontare la fatica del cambiamento

Il cambiamento organizzativa, necessario per competere, genera stress.

Per affrontare le transizioni aziendali è necessario implementare strategie formative che supportino i lavoratori e riducano la fatica del cambiamento.

Leadership: il ruolo chiave del middle management

Il middle management collega la direzione ai team operativi. Molti leader “tecnici” hanno difficoltà a gestire le persone con empatia. Le competenze legate all’intelligenza emotiva, alla comunicazione e alla gestione dei conflitti risultano fondamentali per migliorare la coesione del gruppo e la motivazione. Una formazione mirata alla leadership favorisce prestazioni aziendali più solide e un clima lavorativo positivo.

Formazione personalizzata grazie all’IA

La personalizzazione della formazione è un argomento fondamentale. L’IA consente di creare percorsi formativi su misura, aumentando il coinvolgimento e la produttività dei lavoratori e contribuendo alla retention dei talenti.

Diversità, equità e inclusione: una priorità aziendale

Un ambiente inclusivo rispetta le diversità e promuove l’appartenenza ad una organizzazione. L’azienda che abbraccia e promuove questi valori favorisce un clima lavorativo più equo e produttivo.

Benessere aziendale: la salute al centro

Il benessere psicologico è fondamentale. Il 30% dei lavoratori italiani ha cambiato o sta pensando di cambiare lavoro a causa dello stress. Molto spesso però in azienda non viene prevista formazione sulla gestione dello stress. Investire in programmi di benessere aziendale migliora la soddisfazione e riduce il turnover.

Ti riconosci in queste tendenze?
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Noi di People crediamo fermamente che siano le persone a fare la differenza all’interno di un’organizzazione e che la loro formazione, intesa come percorso di sviluppo personale oltre che professionale, sia un potente strumento a disposizione per aumentare le performance, migliorare il clima aziendale e ritenere i talenti.

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Mobilità dei dipendenti tra fringe benefit auto e trasferte.

Mobilità dei dipendenti

Mobilità dei dipendenti tra fringe benefit auto e trasferte

La mobilità dei dipendenti rappresenta una sfida cruciale per le aziende, specialmente quando si tratta di gestire correttamente trasferte, fringe benefit, e rimborsi chilometrici. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, è fondamentale per le imprese adeguare i propri processi amministrativi e gestionali per garantire conformità e ottimizzare i benefici fiscali.

In questo articolo, esploriamo le novità normative e le migliori pratiche per la gestione amministrativa delle trasferte, analizzando in particolare come affrontare i cambiamenti legati ai fringe benefit auto e ai rimborsi chilometrici. Un’occasione per scoprire le opportunità e le soluzioni più efficaci per una gestione strategica e conforme.




Le Novità della Legge 13 Dicembre 2024: Semplificazioni e Cambiamenti nel D.Lgs. 81/2008

La Legge 13 dicembre 2024, n. 203, ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 81/2008, il principale riferimento normativo per la salute e la sicurezza sul lavoro in Italia.

Questa nuova legge mostra le Novità Legge 13 Dicembre 2024 punta a semplificare le procedure burocratiche e migliorare l’efficienza nella gestione della sicurezza in azienda.

Ecco un approfondimento sulle principali novità della Legge 13 dicembre 2024.

Novità Legge 13 Dicembre 2024

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1. Verifica dei Medici Competenti

Con la nuova normativa, sarà il Ministero della Salute a verificare i requisiti per esercitare la professione di Medico Competente. Le aziende potranno accedere al portale ministeriale per controllare la conformità del proprio medico agli obblighi formativi, eliminando la necessità di comunicare manualmente i crediti formativi.

2. Visita Medica di Rientro Diventa Facoltativa

La legge introduce maggiore flessibilità nella gestione delle visite mediche. In caso di assenza del lavoratore superiore a 60 giorni consecutivi per malattia o infortunio, la visita medica di rientro non sarà più obbligatoria, ma lasciata alla discrezione del medico competente.

3. Validità degli Esami Medici Precedenti

Un’altra semplificazione riguarda la possibilità di utilizzare esami medici effettuati presso l’azienda precedente. Test come alcool test e droga test, eseguiti pochi mesi prima, potranno essere validati durante la visita preventiva nella nuova azienda, riducendo costi e tempi per entrambe le parti.

4. Locali Interrati o Seminterrati: Procedure Semplificate

L’uso di locali interrati o seminterrati diventa più semplice. Le aziende non dovranno più richiedere una deroga all’ASL, ma sarà sufficiente rispettare i requisiti previsti dall’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 e notificare l’utilizzo di tali locali all’Ispettorato Nazionale del Lavoro tramite un modulo dedicato.

Perché è Importante Conoscere le Novità della Legge 13 Dicembre 2024

Queste modifiche rappresentano un passo avanti verso una gestione più efficiente della sicurezza sul lavoro. La Legge 13 dicembre 2024 semplifica processi, riduce adempimenti burocratici e offre strumenti innovativi per aziende e lavoratori.

Per rimanere sempre aggiornati sulle novità legislative, continuate a seguirci!

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Il Ruolo del Preposto negli Appalti: Sicurezza sul Lavoro e Conformità Normativa

Scopri l’importanza della figura del preposto per garantire la sicurezza sul lavoro, evitare sanzioni e promuovere la prevenzione in azienda.

La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta per ogni azienda, soprattutto nei contesti di appalto. La figura del preposto gioca un ruolo fondamentale nella supervisione delle attività e nel rispetto delle normative in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori. Recenti chiarimenti del Ministero del Lavoro sottolineano l’obbligatorietà di questa figura e i rischi connessi alla sua assenza, con sanzioni che possono includere arresto e multe significative. Scopri tutto ciò che c’è da sapere sugli obblighi, le funzioni e l’importanza della formazione per il preposto.

Certificazione Parità di Genere

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Il Ruolo del Preposto negli Appalti: Sicurezza e Obblighi Normativi

La figura del preposto è essenziale per garantire la sicurezza sul lavoro, specialmente nei contesti di appalto. Recenti chiarimenti forniti dalla Commissione Interpelli presso il Ministero del Lavoro ribadiscono l’importanza di questa figura, obbligatoria per legge, per la supervisione delle misure di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro. L’assenza di un preposto comporta gravi conseguenze, tra cui arresto e multe fino a 6.000 euro.

Le Funzioni del Preposto: Cosa Prevede la Legge

In base al D.Lgs. 81/2008, articoli 18 e 26, il preposto deve essere nominato in ogni situazione lavorativa in cui operano due o più lavoratori. Questo obbligo si estende anche ai casi in cui un solo lavoratore potrebbe essere esposto a rischi di interferenza con altre attività. Il preposto ha il compito di:

  • Vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza.
  • Assicurare che i lavoratori utilizzino correttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI).
  • Garantire l’applicazione delle misure preventive per minimizzare i rischi.

Sanzioni per la Mancata Nomina del Preposto

Il mancato rispetto dell’obbligo di nomina del preposto espone le aziende a pesanti sanzioni amministrative e penali. Secondo il Ministero del Lavoro, la responsabilità non può essere trasferita ad altre figure aziendali come project manager o responsabili di cantiere. Questo obbligo si applica indistintamente a tutte le attività in appalto, sia in presenza del committente che in assenza.

L’Importanza della Formazione per i Preposti

La formazione è un elemento cruciale per consentire ai preposti di svolgere efficacemente il loro ruolo. Il Ministero del Lavoro sottolinea la necessità di corsi specifici per preparare i preposti a identificare e gestire le situazioni di rischio. Una formazione adeguata non solo protegge i lavoratori, ma riduce anche i rischi di non conformità normativa per le aziende.z

Noi di People S.p.A., esperti nella gestione delle risorse umane e nella consulenza per la sicurezza sul lavoro, restiamo a disposizione per fornire supporto e garantire il rispetto delle normative vigenti. Contattaci per soluzioni personalizzate e percorsi formativi su misura.

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Work-life balance, etica aziendale e trasformazioni nel mondo del lavoro

💡 Work-life balance, etica aziendale e trasformazioni nel mondo del lavoro

Negli ultimi anni, il mercato del lavoro è cambiato profondamente, spinto da nuove priorità dei lavoratori, come il bilanciamento tra vita privata e professionale. Ma cosa significa realmente integrare l’etica nella gestione delle risorse umane? Quali sono i vantaggi di politiche aziendali che promuovono inclusività, flessibilità e supporto al benessere mentale?

In questo articolo esploro questi temi, riflettendo su come un approccio etico possa influire non solo sull’ambiente lavorativo, ma anche sulla società. Buona lettura! 📖




Aggiornamento Formativo Preposti in Salute e Sicurezza sul Lavoro

Aggiornamento Formativo Preposti: cosa sapere

La normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro richiede aggiornamenti periodici per i preposti. Scopri le ultime indicazioni e come People S.p.A. può supportarti nel garantire la conformità aziendale.

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Il tema dell’aggiornamento formativo per i preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro è al centro di un recente dibattito normativo. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha richiesto chiarimenti alla Commissione sulla periodicità di tali aggiornamenti, evidenziando una possibile discrepanza tra il nuovo comma 7-ter dell’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 (aggiornamenti biennali) e quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2011 (cadenza quinquennale).

Dopo un’attenta analisi delle normative e delle circolari vigenti, tra cui quella dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) del febbraio 2022, la Commissione ha confermato che, fino all’adozione di un nuovo Accordo Stato-Regioni, resta valida la periodicità quinquennale prevista dall’Accordo del 2011.

Pertanto, le disposizioni relative al comma 7-ter, che stabiliscono aggiornamenti biennali, saranno obbligatorie solo dopo la pubblicazione del nuovo Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Cosa significa per le aziende?
È essenziale continuare a fare riferimento alla periodicità quinquennale per l’aggiornamento dei preposti, evitando sovrapposizioni o confusioni.

Noi di People S.p.A., esperti nella gestione delle risorse umane e nella consulenza per la sicurezza sul lavoro, restiamo a disposizione per fornire supporto e garantire il rispetto delle normative vigenti. Contattaci per soluzioni personalizzate e percorsi formativi su misura.

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Al via l’«Academy» di People: investimento nella formazione “payroll duale” di sette nuovi professionisti delle risorse umane

People S.p.A. si conferma protagonista nell’innovare la formazione e la gestione delle risorse umane con Payroll Academy, un’iniziativa ambiziosa e concreta che punta a formare nuove figure professionali per ruoli strategici nel payroll e nella gestione del personale.

Il progetto offre ai partecipanti un percorso completo e integrato, in cui l’apprendimento teorico si affianca all’esperienza pratica in azienda. Formazione payroll duale: l’obiettivo è la formare risorse altamente specializzate e capaci di rispondere alle reali esigenze del mercato del lavoro.

formazione payroll duale

Affrontare le sfide del mismatch

Payroll Academy nasce per risolvere il problema del cosiddetto “mismatch”, ovvero la discrepanza tra la domanda di lavoro e le competenze disponibili sul mercato. In un contesto in cui le aziende faticano a reperire figure con profili innovativi, questa iniziativa rappresenta una soluzione concreta, formando giovani in aree strategiche spesso trascurate dal mondo scolastico.

Il Metodo Duale: apprendere facendo

Il cuore del progetto risiede nel Metodo Duale, che unisce la formazione teorica all’esperienza pratica in azienda. Questo approccio, definito anche “learning by doing”, consente ai partecipanti di acquisire competenze immediatamente spendibili, migliorando le possibilità di un rapido inserimento nel mondo del lavoro e offrendo alle imprese talenti capaci di generare valore sin dal primo giorno.

Un futuro sostenibile e innovativo

Con Payroll Academy, People S.p.A. consolida il proprio impegno verso un futuro lavorativo più sostenibile e competitivo. Preparare i professionisti di domani significa non solo creare opportunità per i giovani, ma anche rendere le imprese più forti e pronte ad affrontare le sfide globali.




Bonus dicembre 2024: scopri chi ne ha diritto e come ottenerlo

Bonus di dicembre 2024 in busta paga, profili di applicazione.

A dicembre 2024 molti lavoratori dipendenti potranno beneficiare di un bonus extra di 100 euro in busta paga, un aiuto aggiuntivo previsto dalla Legge n°143 del 7 ottobre 2024. La recente circolare dell’Agenzia delle Entrate (n. 19/E del 10 ottobre 2024) chiarisce i requisiti e le modalità di applicazione di questo bonus. Se sei un lavoratore dipendente, pubblico o privato, e vuoi sapere se rientri tra i beneficiari, ti invitiamo a leggere i dettagli della circolare, che ti fornirà tutte le informazioni necessarie per accedere al beneficio.

Milano, 18 ottobre 2024

La Legge n°143 del 7 ottobre 2024 prevede in materia di lavoro subordinato “Disposizioni in materia di benefìci corrisposti ai lavoratori dipendenti”, tra le quali il riconoscimento di un Bonus pari a 100 Euro da erogarsi nel mese di dicembre 2024, unitamente al versamento della gratifica natalizia.

Si tratta di una indennità una tantum in favore dei lavoratori, ivi inclusi quelli del settore domestico, che presentano i requisiti soggettivi esplicitati peraltro nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 19/E del 10 ottobre 2024.

i) Presupposi soggettivi e oggettivi per l’accesso al bonus 100 euro.

L’indennità in menzione spetta ai lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che presentano congiuntamente i seguenti requisisti:

  1. abbiano un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro per il periodo d’imposta 2024;
  2. abbiano un coniuge, non legalmente separato, e almeno un figlio, anche adottivo, entrambi fiscalmente a carico ovvero, nell’ipotesi in cui sia presente un unico genitore (c.d. nuclei familiari monogenitoriali), abbiano almeno un figlio fiscalmente a carico;
  3. abbiano un’imposta lorda, determinata sui redditi da lavoro dipendente ex art.49 TUIR, ad esclusione dei redditi derivanti da pensioni, di importo non superiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 Tuir, le c.d. ‘altre detrazioni’.

Restano esclusi dalla percezione del beneficio i lavoratori assimilati ai lavoratori dipendenti ex art. 50 TUIR quali, ai fini esemplificativi, i collaboratori coordinati e continuativi.

Con riferimento ai requisiti reddituali prescritti alla lettera a), la norma prevede che ai fini del calcolo del reddito complessivo devono computarsi nella loro interezza tutti i redditi percepiti dal lavoratore nell’anno di imposta 2024, inclusi quelli percepiti entro il 12 gennaio del periodo d’imposta successivo (c.d. principio di cassa allargato). Al riguardo, ai fini del calcolo dei 28.000 euro, devono considerarsi i seguenti introiti del dipendente:

a1) redditi soggetti a cedolare secca,

a2) redditi assoggettati al regime forfettario per i quali è prevista una imposta sostitutiva,

a3) redditi derivanti da locazioni immobiliari e assoggettati a cedolare secca,

a4) la quota di agevolazione ACE,

a5) le somme elargite a titolo di liberalità dai clienti ai lavoratori impiegati nel settore della ristorazione e delle strutture ricettive,

a6) la quota esente dei redditi agevolati per i ricercatori residenti all’estero, nonché la quota esente dei redditi agevolati per i lavoratori impatriati.

In ultimo, per espressa previsione normativa, il reddito complessivo è computato al netto del reddito relativo all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

Ampio spazio, inoltre, è dedicato dalla Circolare dell’AE alla composizione del nucleo familiare con riferimento ai requisiti prescritti dalla lettera b): possono beneficiare del bonus i soggetti appartenenti a nuclei familiari tradizionali, a condizione, però, che il sia il coniuge che i figli siano fiscalmente a carico del dipendente che intende beneficiare della misura. Nell’ipotesi di famiglia monogenitoriale, invece, il bonus spetta al lavoratore dipendente con almeno un figlio a carico e per il quale devono sussistere le condizioni previste in mancanza di coniuge, le quali permettono di riconoscere al primo figlio le detrazioni previste per il coniuge a carico.

Quest’ultima ipotesi si applica qualora:

  • b1) l’altro genitore è deceduto;
  • b2) l’altro genitore non ha riconosciuto il figlio naturale nato fuori dal matrimonio a condizione che il lavoratore beneficiario del bonus non sia coniugato con una persona diversa da quella con il quale ha procreato il figlio ovvero, se coniugato, si sia successivamente separato legalmente ed effettivamente;
  • b3) il figlio è stato adottato da un solo genitore e questo non sia coniugato, ovvero, se coniugato, si sia successivamente separato legalmente ed effettivamente.

Per quanto riguarda l’ultimo presupposto con riferimento ai requisiti prescritti dalla lettera c), conditio sine qua non per l’accesso al bonus è la circostanza che l’imposta lorda spettante determinata sul reddito di lavoro dipendente sia maggiore delle detrazioni ex art.13 TUIR . Pertanto, ai fini della verifica del possesso dei requisiti, è necessario che vi sia capienza di reddito per usufruire del Bonus. Si precisa che tale capienza dovrà essere misurata esclusivamente sulla base delle suddette detrazioni, quelle da lavoro dipendente, e non già in relazioni alle altre tipologie di detrazioni previste ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche quali, ad esempio, le detrazioni per carichi di famiglia.

 

ii) Natura del bonus.

L’indennità non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e, pertanto, non è soggetta ad imposte e contributi. La misura, inoltre, deve essere riparametrata ai giorni di effettivo lavoro che nell’anno d’imposta 2024 abbiano dato diritto alla retribuzione. Nessuna riduzione deve essere operata per i lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale. Dal tenore letterale della norma, infatti, il bonus spetta in misura piena anche i lavoratori che osservano un orario di lavoro ridotto rispetto al normale orario di lavoro prescritto dalla disposizione di legge o di contratto collettivo. Tuttavia, nelle ipotesi di più redditi di lavoro dipendente, anche per effetto di diversi contratti di lavoro part-time, i giorni di lavoro sono computati una sola volta. Circa le ipotesi in cui i familiari risultino a carico del dipendente beneficiario in corso d’anno e non per tutto il periodo fiscale, è preferibile non operare alcuna riparametrazione rispetto ai giorni in cui i familiari risultino a carico e beneficiare del bonus in misura intera.

 

iii) Modalità di riconoscimento e adempimenti del datore di lavoro.

Quanto alle modalità di erogazione, come già sopra accennato, il Decreto Omnibus stabilisce che il beneficio viene erogato direttamente dal datore di lavoro, nel mese di dicembre, in occasione dell’erogazione della tredicesima mensilità.

L’indennità, però, non è automatica: il lavoratore deve certificare per iscritto, mediante apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, il possesso dei requisiti – soggettivi e oggettivi, familiari e reddituali e, a tale riguardo, si precisa che eventuali dichiarazioni mendaci avranno riflessi penali. Il lavoratore è tenuto inoltre ad indicare al datore di lavoro il codice fiscale del coniuge e del figlio a carico o del solo figlio nel caso di nucleo familiare monogenitoriale.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate, n.19/E, precisa altresì che nelle ipotesi in cui il lavoratore dipendente abbia avuto più rapporti di lavoro con diversi datori, lo stesso è tenuto a presentare all’ultimo datore – colui che materialmente eroga il bonus – le certificazioni uniche rilasciate dai precedenti ai fini dell’esatta determinazione del quantum spettante.I lavoratori part-time che abbiano più contratti di lavoro in essere con diversi datori di lavoro, fermo restando il limite massimo di 100 euro, sono tenuti ad individuare il sostituto d’imposta che dovrà versare l’indennità e nella dichiarazione sostitutiva dovranno indicare i dati per determinazione del bonus quali, ai fini esemplificativi, i redditi da lavoro dipendente e i giorni di lavoro prestati presso altri datori di lavoro.

Ai fini di eventuali controlli, il datore di lavoro è altresì tenuto alla conservazione della documentazione fornita dai dipendenti e comprovante il possesso dei requisiti previsti dalla norma per l’accesso al beneficio. In ultimo, le somme erogate dal datore di lavoro sono recuperate sotto forma di credito da utilizzare in compensazione in F24, esponendo apposito codice tributo – ancora in fase di definizione – a partire dal giorno successivo all’erogazione in busta paga del bonus.

Si riporta in allegato la possibile dichiarazione da utilizzare.

Lo Studio è a disposizione per ogni supporto utile.

Cordiali saluti.

Luigi Birtolo